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"La Rivista" - Mensile illustrato del Locarnese e valli, N°6 Giugno 2018

Le ventesime "Riflessioni Musicali" per i Vent Negru  articolo PDF

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https://www.laregione.ch/cantone/locarnese/1304732/vent-negru-riflessioni-durate-vent-anni

Vent Negru, "Riflessioni" durate vent'anni

Il patrimonio musicale raccolto da Mauro Garbani, oggi riproposto in forma di trio, torna nei luoghi sacri per festeggiare il doppio decennio

Dei 27 anni di storia di Vent Negru, 20 si festeggiano a partire dal prossimo luglio. Sarà la celebrazione di un percorso parallelo chiamato ‘Riflessioni Musicali’, concerti che tornano con l’estate in varie chiese e oratori del Cantone, nel cui passato ci sono state alcune ‘puntate’ nella Svizzera tedesca e due occasioni oltre confine, entrambe nella S. Georg Kirche di Obermenzing (Monaco di Baviera). Le ‘Riflessioni’ sono iniziate «in Valle Onsernone, nell’oratorio Madonna di Loreto di Berzona, dove quest’anno torneremo, il prossimo 5 luglio», racconta Mauro Garbani, quasi un ‘archeologo’ della tradizione musicale. Un patrimonio di canti e musiche popolari del Sud delle Alpi confluiti nell’itinerante Vent Negru che Garbani tramanda insieme a Esther Rietschin e al nuovo arrivato Mattia Mirenda, 26enne polistrumentista. «Nelle ‘Riflessioni Musicali’ suoniamo musiche tradizionali nostre, musica colta, rinascimentale, contemporanea, canzoni della liturgia popolare, canti in latino eseguiti qui fino agli anni 70, cioè fino ai grandi cambiamenti introdotti dal Concilio Vaticano II. Dal tradizionale, scegliamo composizioni da poter eseguire in luoghi sacri. Non è musica classica, è quella musica d’ascolto che in tedesco viene chiamata E-Musik». Gli appuntamenti più rappresentativi di questo 2018 di ‘Riflessioni’ (tutte le date su includono anche l’Oratorio Madonna delle Grazie di Maggia, luogo che gode della protezione del Cantone, e altri numerosi luoghi sacri.
‘È stata la seconda volta che rappresentavamo la Svizzera. Possiamo dire di aver lasciato un segno’ Garbani non vuole usare la parola ‘Best of’. E quindi il contenuto di questo 2018 di ‘Riflessioni’ sarà, oltre che ad alcune novità, «la raccolta di momenti che sono maggiormente piaciuti in questi anni, come il ‘Boeves Psalm’ del fisarmonicista svedese Lars Hollmer (1948-2008, ndr), componente del gruppo internazionale ‘Accordion Tribe’. Il nostro arrangiamento è stato riconosciuto dagli eredi di Hollmer tanto da godere del privilegio di poterlo depositare alla Suisa con privativa». Parlando di Suisa, si ricorda la candidatura di Garbani su consiglio della direzione della Società svizzera di musica popolare proprio al premio Suisa per la musica popolare (correva l’anno 2016). Riconoscimento per riconoscimento, Vent Negru sono reduci dalla 38esima edizione dell'Euroradio Folk Festival, manifestazione patrocinata da Ebu (European Broadcasting Union), dalla quale dipendono anche l’Eurovisione per lo sport e l’Eurosong per la canzone pop. «È stata la seconda volta che rappresentavamo la Svizzera», ricorda Garbani. «Tornare è stato molto bello. Si sono interessate a noi Radio Bulgaria, Radio Croazia, Radio Bayern, Radio Svizzera, giornalisti ed etno-musicologi. ‘Euroradio’ non è un concorso al quale ci si iscrive, ma al quale si viene invitati», specifica. Motivo per il quale, alla seconda chiamata dopo quella del 1986 con il precedente gruppo Mea d’Ora, «possiamo dire di aver lasciato un segno». Le “Riflessioni” si tengono «in luoghi piccoli, in forma rigorosamente acustica senza amplificazione, e gli applausi sono chiesti solo alla fine del concerto», ci tiene a ricordare Garbani. «La presentazione dei brani è in forma di racconto, traducendo anche strofe chiave, se in dialetto, in italiano, tedesco e francese». Nessun’altra indicazione, se non «un cenno di ringraziamento alle Parrocchie e agli Enti che ci hanno ospitato in tutti questi anni».

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http://www.blogfoolk.com/2017/08/vent-negru-resumada-suisa-2016.html

Vent Negru – Resumada (Suisa, 2016)

Un buon vento energico spira dalle valli ticinesi con “Resumanda” dei Vent Negru. Mauro Garbani (voce, organetti, chitarra, piva e ocarina) ed Esther Rietschin (voce, sax contralto e soprano, fisarmonica, flauti, piva, ocarina e percussioni) formano il duo svizzero rivolto alla riproposta di canti e musiche del sud delle Alpi. Garbani, artista ed artigiano, proviene da una famiglia contadina della Valle Onsernone, ma ai più assidui frequentatori del folk (quelli non della prima ora, insomma) è un nome che non sfuggirà, essendo stato tra i fondatori dei ticinesi Mea D’Ora, ma anche un protagonista della rinascita dell’organetto nelle valli del cantone italofono. Tra i suoi trascorsi ci sono anche la direzione del Coro femminile di Maggia, il duo di organetti diatonici Ghamdanà con Vincenzo Caglioti (dei Baraban). Originaria di Basilea, Rietschin, ai suoi esordi di fiatista, è stata pifferaia al Carnevale di Basilea. Agli studi musicali ha affiancato quelli di teatro, movimento e mimo all’École Jacques Lecoq a Parigi. Oltre alla didattica della musica, ha curato coreografie e musiche per il teatro. Poi c’è stato l’incontro con la musica popolare e con Garbani; la coppia (lo è anche nella vita) lo scorso anno ha festeggiato il giubileo artistico. Bello già dalla copertina, “Resumada” (l’immagine è il particolare di un quadro di Giancarlo Bisi) fa riferimento a un ‘energy drink’ d’altri tempi, a base di uova, zucchero e vino, ingredienti da dosare con cura, al fine di ottenere la versione giusta della bevanda. È la metafora del loro approccio musicale, dove gli insegnamenti orali e le armonizzazioni e gli arrangiamenti contemporanei sono amalgamati con attenzione. A dirla tutta, il disco è un florilegio delle motivazioni del duo e di quanto è passato sotto i ponti in venticinque anni. Difatti, il CD raccoglie materiali di Ghamdanà, La Cantora, Coro Femminile di Maggia e Aria Fina, e brani del repertorio storico del duo. In tempi di orchestre popolari e di band e ciurme varie consistenti di numero, l’essenzialità e l’empatia di un duo che suona in presa diretta, gli arrangiamenti scarni e limpidi, rappresentano una modalità preziosa di porgere la musica popolare – che qui si muove, tra canti e danze, all’incirca dal Passo del San Gottardo all’Emilia – cesellandola, valorizzando sfumature e timbri, privilegiando il significato comunitario di canti e ballate. Tanto per capirci, dopo l’incipit recitato de “La Pepina”, che apre il disco, ascoltate il bel dialogare di organetto e fisarmonica nel “Ballo di Mantova”. Ampia la gamma dei canti proposti: si va dalle ballate “Donna guerriera”, la sua variante “La ragazza guerriera” e la notevole versione de “Monaca per forza”, cantata nello stile del canto spontaneo, e proveniente da un disco del 1995, all’intimità delle ninna nanne “Bella ti vidi nascere” e “Oh Ninign”. Un passaggio nel canto liturgico con “Salve Regina”, registrato dal vivo in chiesa, per la voce solista di Esther Rietschin, splendido, poi, “Bufign Buféta”, tratto dalla raccolta “Tradizioni popolari ticinesi di Vittorio Pellandini (1868-1935), musicato ed adattato dai Vent Negru. Si parla di emigrazione in Uruguay nella seconda metà dell’Ottocento nell’originale “Oh America!”, musicato a partire dal testo di una lettera di un emigrato ticinese e inciso nel 1999, mentre dal repertorio delle mondine delle valli ticinesi proviene “La vien giù dalle montagne”. Si cambia tono, quando Garbani raccoglie, sotto il titolo di “Crapapelada”, un pot-pourri di rime, giochi di parole e stornelli. Quanto alle danze, “Saltarello di Castel San Pietro” e il “Valzer dei disertori” appartengono al periodo del duo di organetti Ghamdanà, “Bal francès e “Suite 4 manfrine” a quello degli Aria Fina. Invece, “La manfrina della Val Camonica” è tratta dal seminale metodo per organetto firmato Tesi e Tombesi. L’ocarina guida “Cech Ciciota”, una mazurca dal repertorio delle Bandelle, raccolta da Pietro Bianchi, mentre “Al Cioss” per organetto, chitarra e sax è un bello strumentale scritto nel 1993 da Garbani “pensando all’Onsernone di ieri, di oggi e domani”, scrive l’autore. Infine, da segnalare la dinamica “Fand’Arvèss”, che assume coloriture basche. Cercateli su www.ventnegru.ch.

Ciro De Rosa

 

 

"La Rivista" - Mensile illustrato del Locarnese e valli, N°6 Giugno 2017

Il Vent Negru "soffia" nella Repubblica Ceca articolo PDF

   

La tradizione, di voce in voce articolo PDF

   

Musik machen aus Berufung articolo PDF

 

 

"La Rivista" - Mensile illustrato del Locarnese e valli, N°8-9 Agosto/Settembre 2016

L'essenza della "Resumada" articolo PDF


 

 

Kurier Dietlikon venerdì 11 marzo 2016 articolo PDF

"Musikalische Grüsse aus der Schweizer Sonnenstube"

 

 

Schaffhauser Nachrichten lunedì, 14 aprile 2014

Delizie musicali
... Bel tempo, o meglio: un ambiente splendido e sereno quello portato dai due musicisti giunti sabato sera nella Kaisersaal di Rheinau. Già dall'inizio, la loro entrata con le cornamuse ticinesi ha preparato il pubblico in modo mirabile a questo concerto particolarmente variato. Oltre alle voci in eccellente armonia, il Duo si è prodigato nell'uso di una grande varietà di strumenti ... Particolarmente apprezzate le traduzioni in tedesco delle canzoni in dialetto Onsernonese ... Magnifici brani di ballo,  anche in 6/8, tempo molto amato in Ticino, hanno permesso al pubblico di immergersi in un mondo forestiero che inizia già oltre Gottardo. Profondamente toccati da questi suoni incantevoli gli ascoltatori hanno ringraziato i due musicisti con affettuosissimi applausi.
Beat Alain Rajchman

 

Intervista apparsa nella sezione Porträt sulla rivista Tessiner Zeitung

Bettina Secchi TZ, 9 Dicembre 2011

"Jede Minute menschlichen Lebens ist Kultur"

 

2011 / U sool u nèss tutt i déi

"La vostra musica mi riporta alle radici della Fede e al respiro dell' Anima."
Al "Dodo" da Màgia (Maggia)


"... Quattordici tracce tutte da assaporare perché ascoltare non basta. L’ultimo CD del duo Vent Negru porta, sul filo di un raffinato respiro musicale, riflessioni, sapori e umori, ritmi e sonorità di tempi e di momenti vissuti con intensità dapprima nella vita e poi nel lavoro di scrittura ed elaborazione musicale. Un lavoro che si avverte aldilà della preziosità e della colorazione dei singoli brani. Esecuzioni impeccabili, diverse una dall’altra per genere, timbrica e accento. Brani evocativi, da ascoltare con orecchio attento, che si richiamano alla silenziosa frescura di luoghi sacri nei quali Mauro Garbani ed Esther Rietschin hanno ambientato (e ambientano tuttora) le loro «Riflessioni Musicali»..."
Maurizia Campo-Salvi
("La Rivista" - Mensile illustrato del Locarnese e valli, N°8-9 Agosto/Settembre 2011)

 

2008 / Viaggio a Betlemme                                                    

"Come i contadini, i Vent Negru conoscono le radici, coltivano giorno per giorno la loro arte, presentano sulla piazza i loro frutti migliori. Al pubblico non resta che assaporarli."
Mauro Marconi (Morbio Inferiore)

 

2004 / Eternità d'Amûr 
 "... le due voci maschile e femminile, da prim e segund come si usava dire a proposito di mitiche cantate in grotti e fiere - al fascino di per sé già magico degli strumenti suonati magistralmente - amalgamano tonalità vocali, alternanze e vibrazioni arcane che affascinano e commuovono per il tessuto, i contrappunti e l‘unisono spettacolare."
Fernando Grignola (Agno)

"... Anzi il ricorso frequentissimo alle due voci e la varietà di timbri a disposizione riescono in più di un'occasione ad avvincere, sfruttando al massimo il mai troppe volte ripetuto principio del "less is more"... Fortunati Mauro ed Esther ad avere incontrato un poeta che li ha davvero ispirati, fortunati noi che li possiamo ascoltare ..."
Sergio Palumbo (Folk Bulletin, Italia)

 

2003 / leva su ca canta u gall

"Melodie e canzoni di un tempo lontano, colorate da forti emozioni, che riportano alla superficie, nell'anima, gli echi e le frasi profonde, pronunciate oggi, come ieri, per giustificare e sostenere ciò che siamo."
Arnaldo Alberti (Locarno)

"... Un Duo à la fois vocal et instrumental, au service entre tradition du Tessin et compositions. Une musique qui s'adresse à nous sans détours, avec le risque riche et dominé du duo. Mariage des couleurs, des phrasès, unissons ou oppositions des timbres. Beaucoup de poésie et de generosité, sur le ton de la confidence et du partage ..."
Claude Ribouillault (Trad Magazine, Francia)

 

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